Il “vantaggio” quale elemento strutturale della fattispecie 231 può consistere nell’accelerazione dei tempi di lavorazione.

La Suprema Corte con la sentenza n. 13575 del 5 maggio 2020 ha precisato come “la Corte di Appello abbia logicamente confermato anche la condanna della società al pagamento di una sanzione amministrativa, la quale aveva risparmiato il denaro necessario all’acquisto di guanti di protezione, non aveva curato la formazione dei lavoratori mediante appositi corsi e si era avvantaggiata per l’imposizione di ritmi di lavoro, che prescindevano dalla messa in sicurezza della macchina, tramite il raffreddamento della stessa, prima dell’intervento riparatore, in tal modo conseguendo, a scapito della sicurezza dei lavoratori, un aumento della produttività“. Ed ancora, “Secondo quanto esposto dalla Corte di merito, i testi non riferivano dell’esistenza di una prassi esplicita volta a favorire la produzione aziendale, ma essa era insita nel divieto di ritardare in caso di ripetizione dell’inconveniente del tappo“. Colpa di organizzazione evincibile “dai pregressi ed analoghi incidenti verificatisi, nelle plurime carenze in tema di sicurezza dei lavoratori circa la dotazione dei guanti ad alta protezione termica e del libretto di istruzioni del macchinario, dalla formazione ed informazione dei lavoratori, dall’aggiornamento del DVR avvenuto solo in seguito all’accadimento in esame nonchè dall’omesso controllo circa la prassi scorretta seguita dagli operai”.3721-10-Cassazione 13575_2020