Cass. sez. III, 28.2.20 (dep. 8.5.20) n. 14197

La sentenza della Corte di Cassazione che si propone in lettura riguarda l’applicazione dell’art. 112, comma 1, D.lgs n. 206 del 2005 (c.d. “codice del consumo”) che sanziona la condotta del produttore o del distributore che immette sul mercato prodotti pericolosi.

Il vaglio di legittimità è stato circoscritto alla qualificazione della condotta del distributore che ha acquistato beni prima che venissero definiti “pericolosi” dalle amministrazioni di cui all’art. 106 del citato Decreto.

Secondo il Tribunale di Milano e la rispettiva Corte di appello, il ricorrente è stato ritenuto colpevole della contravvenzione di cui sopra per aver acquistato e detenuto degli adattatori USB ritenuti, successivamente all’acquisto, pericolosi per rischio folgorazione da parte dell’autorità amministrativa.

Per la Cassazione, invece, la medesima condotta non può perfezionare il reato citato in quanto per la sussistenza della fattispecie è necessario che l’acquisto o la detenzione dei prodotti sia sempre preceduto da un intervento delle autorità competenti che rappresenti l’intenzione di ritenere pericoloso il bene in questione (per es. attraverso la formalizzazione del divieto di immettere sul mercato il prodotto o dell’obbligo di ritirarlo dopo la commercializzazione).