Con sentenza depositata il 29 maggio 2020, la terza sezione della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Milano nella parte in cui ha confermato la confisca obbligatoria del terreno su cui si trovava una discarica abusiva, nonostante avesse dichiarato l’estinzione del reato di cui all’art. 256, comma 3, d.lgs. 152 del 2006 per intervenuta prescrizione.

Sul punto la Cassazione, con la sentenza in commento, ha affermato che non può essere disposta la confisca dell’area adibita a discarica abusiva – in caso di estinzione del reato – né a norma dell’art. 256, comma 3, d.lgs. 152/2006, né a norma dell’art. 240, comma 2, c.p..

Per i Giudici di legittimità, il tenore dell’art. 256, comma 3, d.lgs. 152/2006 non consente di estendere l’obbligatorietà della confisca ai casi di estinzione del reato per intervenuta prescrizionepoiché il secondo comma del menzionato articolo limita la confisca ai soli casi di definizione del procedimento con sentenza di condanna o di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p..

Allo stesso modo la Corte ha affermato che un’area adibita a discarica abusiva non rientra tra le ipotesi di cui all’art. 240, comma 2, c.p., poiché tale disposizione esclude la confisca obbligatoria sia se il bene appartiene a soggetto estraneo al reato, sia se la fabbricazione, l’uso, la detenzione o l’alienazione dello stesso possono essere autorizzate.

Di conseguenza – in caso di prescrizione del reato di discarica abusiva – non può essere disposta la confisca del bene su cui la medesima insiste.

Cass. sez. III 16436_2020