Nel Position Paper “La responsabilità amministrativa degli enti ai tempi del COVID-19” (Confindustria, Giugno 2020), si evidenzia come il COVID -19 possa determinare due potenziali profili di rischio 231: indiretti e diretti.

Rischi indiretti: l’epidemia può rappresentare un’ulteriore occasione di commissione di alcune fattispecie di reato già incluse all’interno del catalogo dei reati presupposto (corruzione tra privati e contro la PA, caporalato ed impiego di cittadini di Paesi Terzi il cui soggiorno è irregolare, reati contro l’industria ed il commercio, ricettazione, riciclaggio ed autoriciclaggio, reati informatici), ma da essa non discende l’automatico aggiornamento del Modello 231 in quanto “si tratta di rischi che imprese dotate di un Modello 231, avrebbero già dovuto valutare come rilevanti nell’ambito dell’attività di Risk assessment condotta nel processo di adozione del Modello” (fatta eccezione per quelle imprese che non avevano provveduto a mappare tali rischi e che pertanto necessitano ab origine di un’implementazione in tale direzione).

Rischi diretti: il contagio da COVID-19. Un rischio che coinvolge indistintamente tutte le imprese in quanto incidente sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Al riguardo (quale prima luce) si menziona l’art. 30 del D.Lgs. n. 81/08 e la correlata necessità di prevedere presidi generali idonei ad assicurare un valido ed efficace sistema gestionale (MOG 231 + ISO 45001?).

Nello specifico, per tutte le imprese che abbiano già adottato e declinato all’interno del Modello 231 i presidi ed i protocolli specifici in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (ed a fortiori per chi deve ancora deve adottare il MOG 231), si evidenzia l’opportunità di prevedere:

  1. un addendum al Modello 231 per le misure anti contagio che dovranno essere implementate avendo come parametro di riferimento i Protocolli del Governo: in via generale riferibili a tutti gli ambienti di lavoro e quelli dedicati ad alcune specificità settoriali (cantieri, trasporto e logistica);
  2. un’attività di adeguata reportistica (interna) su tutta l’attività realizzata dall’impresa per adeguarsi a tali prescrizioni;
  3. un engagement rafforzato da parte dell’OdV in ordine alla vigilanza sull’attuazione delle dette prescrizioni;
  4. un aggiornamento (e rafforzamento) del Sistema di Flussi all’OdV che consenta all’Organismo di Vigilanza di monitorare le azioni poste in essere dall’azienda (funzioni coinvolte, organi preposti alla gestione del rischio, monitoraggio del quadro normativo di riferimento);
  5. un meccanismo di tracciabilità dell’attività svolta dall’OdV sul punto, enucleato attraverso la predisposizione di check list sul rispetto delle misure di contenimento da compilare periodicamente e fare oggetto di adeguata informativa tra i diversi soggetti coinvolti.

10.06.20_Responsabilit___231_e_COVID___indicazioni_operative_Confindustria