Nella sentenza n. 971/2020 pronunciata dal GUP di Milano emerge l’importanza dei “tratti specifici” del caso concreto (in tal senso viene precedentemente richiamato il dibattito giurisprudenziale sul punto) utili a ritenere “indistinguibile” la struttura della persona giuridica da quella fisica (“la sostanziale inesistente vita sociale e l’entità degli importi che hanno formato oggetto della truffa”).

In particolare, “l’ente giuridico, in relazione al reato presupposto fondante la responsabilità amministrativa della persona giuridica, non era davvero necessario e infungibile trattandosi di contegno pacificamente riferibile a persone fisiche che lo avrebbero potuto realizzare senza alcuno schermo societario. Viene a mancare, pertanto, la ratio di fondo della normativa sulla responsabilità delle persone giuridiche la quale immagina contegni penalmente devianti tenuti da persone fisiche nell’interesse di strutture organizzate di un certo rilievo di complessità quale centro di imputazioni di rapporti giuridici distinto da chi ha materialmente operato”.

F8bhMm-3896-10-Tribunale di Milano_sentenza 971_2020