E’ indispensabile la perizia quando per l’analisi della vicenda oggetto del procedimento penale entrano in gioco saperi extragiuridici, in particolare a fronte di consulenze di parte che esprimono valutazioni difformi. (Cass. sez. IV, ud. 11.2.20, dep. 7.4.20 n. 11530)

 

Con la sentenza segnalata, la Corte suprema ribadisce la necessità della perizia predisposta dal Giudice, quale criterio argomentativo e valutativo, rispetto al vaglio di correttezza scientifica da effettuare quando, l’analisi della vicenda giudiziaria, si richiami a conoscenze tecniche e scientifiche e le parti abbiano sostenuto, tramite proprie consulenze, posizioni contrastanti.

Nel caso specifico, le Corti di merito avevano ravvisato la colpa dell’imputato, accusato di omicidio a seguito di incidente stradale, sulla base dell’elaborato del consulente della Procura procedente, ignorando l’elaborato della difesa che sosteneva una tesi contraria ed alternativa.

La Corte suprema ha ritenuto insoddisfacenti le argomentazioni dei giudici di merito, ravvisandone il vizio di motivazione nell’apodittico conformarsi alle tesi del consulente dell’accusa a fronte dell’elaborato difensivo, rimasto ignorato, nonostante presentasse una diversa ed ugualmente plausibile ricostruzione della vicenda.

A fronte della difformità degli elaborati delle consulenze di parte, la Corte suprema ha ribadito che la perizia rappresenta un indispensabile strumento euristico nei casi in cui l’accertamento dei termini di fatto della vicenda oggetto del giudizio imponga l’utilizzo di saperi extragiuridici e, in particolare, qualora si registrino difformi opinioni, espresse dai diversi consulenti tecnici di parte intervenuti nel processo.

La perizia è, così, lo strumento attraverso il quale il giudice di merito, chiamato ad una valutazione delle diverse opinioni scientifiche emerse nel dibattimento, può fruttuosamente ricavare la giustificazione razionale del proprio ragionamento e perciò dei motivi della scelta di una linea di pensiero rispetto ad un’altra.

Cassazione penale sez. IV – 11.2.20 n. 11530